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Arrendersi alla vita

Questo nuovo stato dell’essere è spaventoso anche se bellissimo.

Prima del risveglio era come camminare in un luna park.

Vedevo solo le cose macroscopiche e sentivo tutto. Ogni cosa. Insieme. Una cacofonia di suoni e odori e immagini sovrastanti e sovrapposte e indistinguibili.

Ora è come se un velo si fosse sollevato. Capisco perché si parla di velo che si solleva perché è esattamente l’impressione che si ha.

Ora cammino su tappeti di lana con una lente di ingrandimento appiccicata sugli occhi.

Vedo tutto sento tutto percepisco ogni minimo cambiamento. Dentro di me, attorno a me.

Suppongo sia così per molti. Quelle poche persone che so che stanno vivendo questa metamorfosi e a cui ho chiesto hanno confermato le stesse sensazioni, solo con nomi diversi, ma parlando e raccontandoci cosa provavamo abbiamo capito che si trattava della medesima esperienza.

Tante cose cambiano e rendono l’avventura una continua scoperta.

Senti il cambiamento PRIMA che arrivi, lo vedi, lo percepisci, lo attendi arrivare senti l’onda lunga dei suoi effetti, ti ci abitui, ti aggiusti e quando arriva lo vivi immersa come farebbe una boa nel mare sospinta dalle onde e quando arriva la tempesta si muove e danza insieme a lei.

Sembrano due cose ma sono una.

Avete mai visto un documentario girato in mare? Avete mai visto una boa mossa dalle onde? Non si capisce dove inizi l’una e finisca l’altra, eppure una arriva e scuote mentre l’altra resta ancorata al fondo, si aggiustano assieme.

Sento il cambiamento come fosse un filo d’erba che mi striscia addosso.

E’ qualcosa di assolutamente nuovo a cui non ero abituata e che sto imparando a vivere semplicemente arrendendomi ad esso. Cerco di stare nel flusso accettando ogni sensazione senza giudicarla (cosa affatto facile!), percependo gli effetti che ha su di me senza oppormi.

Stanotte sembra che il tempo sia fermo, è da stamattina che lo sento così.

Nel pomeriggio di mercoledì mi pareva ancora domenica.

Niente oggi aveva senso.

Il tempo non scorreva, vi capita mai? Lo vivete, ci siete dentro, eppure sembra di guardare un film che non si capisce nemmeno tanto bene. State lì e guardate.

Sento freddo oggi e solitudine ed è come se ci fosse solo un vuoto che attende di essere riempito.

Percepisco il silenzio non solo dentro di me ma attorno. E come se fossi in una bolla ed è strano e un po spaventoso e chiamo i miei angeli perché ho la sensazione di essere sola stasera, ma credo che sia solo l’ennesima prova di fiducia e affidamento che arriva. L’ennesima lezione. A cui non opporsi, da non giudicare, di cui non avere paura, anche se non è facile.

Risvegliarsi è magnifico, ma è anche terrificante.

Quando ti apri alle infinite possibilità che la Vita offre apri il tuo cuore all’accettazione di tutto ciò che è e che verrà. Dirlo è molto romantico, viverlo un pò meno. Si tratta sempre dello stesso lavoro sporco di cui parlo quando affronto il tema del dolore. Anche accettare di vivere ogni esperienza che arriva senza fare muro, senza decidere che questa – sì ci piace – e questa – no, non la vogliamo -, richiede una certa duttilità che non sempre viene di pari passo con una coscienza che si sta risvegliando.

Iniziare ad aprire gli occhi non significa alzarsi una mattina ed essere Illuminati, anzi, significa alzarsi una mattina con il cuore aperto e dire all’Universo: “sono qui, qualunque cosa arriverà per me oggi sarà quella giusta“.

Tutto molto bello finché non ti arrivano quelle giornatine che ti fanno dubitare della sanità mentale tua e di tutto il resto dell’umanità.

Ma poi quando vado a letto la sera, è tutto buio e c’è silenzio in casa e Lampo dorme contro di me e i gatti sono accoccolati ai piedi del letto e dalle finestre aperte vedo uno spicchio di cielo e parlo con Loro e racconto tutta la giornata (e chiedo scusa per aver mandato quelle due o tre persone a quel paese) e ringrazio per tutto quello che è andato dritto (che quando inizi a fare la conta delle cose andate dritte ti rendi conto di quanto drammaticamente alto era il rischio che andassero storte) mi rendo conto del senso che sottende a tutto questo.

Un senso molto più ampio e che non necessariamente dobbiamo arrivare a capire, quello che conta è aprire il cuore ❤

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5 risposte a "Arrendersi alla vita"

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