artrite reumatoide · autoimmunità · condivisione · dolore cronico · positività · Reboot

Attaccamento al dolore.

C’è una parte di noi che è legata a quel dolore che si sente protetta in quel dolore e questo lo dico con cognizione di causa perché in quella sofferenza sono racchiusi i nostri ricordi , tutte le parti di noi che si sono sentite si vittime ma anche eroine e non lo sto dicendo in senso sbagliato perché è attraverso quel dolore che abbiamo sviluppato la compassione e l’amore per noi e per la nostra piccola esperienza terrena è grazie allo stesso che abbiamo cominciato ad aspirare al cielo rivolgendo una silenziosa preghiera, quella che un un figlio rivolge a suo padre quando si trova in difficoltà, un padre presente che ci sa ascoltare e allora nella disperazione ecco che chiediamo : “perché ?

La sincronicità.

Quando l’Universo ti manda esattamente la frase, il segno, la virgola, l’intuizione di cui avevi bisogno a volte prima che sapessi di averne bisogno. Arrivano e colmano quel vuoto appena formatosi, riportano equilibrio, nutrono la fede.

Bisogna chiedere però. E credere.

Sono un po’ un diesel su certe cose – su poche cose lo ammetto -.

Quando si tratta di lasciare andare la paura temporeggio, fingo di avere cose che non si possono lasciare andare, cerco scuse e ricamo palle su palle finché mi perdo nella trama e ci credo persino io.

In tutti questi anni mi sono sempre tenuta quella che chiamavo la mia rete di salvataggio: reumatologi per eventuali ricette, visite, per salvataggi in extremis, forum, blog sulle varie autoimmunità, medicine di scorta in casa, fisiatra, ecc…

Perché?

Perché non mi sono mai fidata di me stessa.

“E se fallisco? E se poi ho bisogno di loro (questo è il pensiero che detesto di più)? Meglio tenerseli buoni”.

E così restavo intrappolata nella ruota dell’incertezza e della sfiducia (soprattutto) che minavano alla base ogni mio tentativo di affrancarmi dalla medicina ufficiale, dai camici bianchi che mi avevano distrutta a forza di “non ce la farai”, “è un suicidio”, “peggiorerà”, “non guarirai mai” ecc.

Chiunque ha dentro di sé la capacità di guarire, qualunque accezione il termine abbia per ciascuno di noi.

O per lo meno questo è quello che sento e che quindi vale solo per me.

Per la prima volta mi sono assunta il rischio di crederci davvero.

Per la prima volta, piano piano, passo dopo passo sto eliminando la rete che invece che essere di salvataggio ho capito  essere una trappola, un modo per non crederci mai veramente.

Per qualcuno va bene affi-darsi ai medici e alle medicine, per qualcuno va bene una vita di dolore e rabbia più o meno repressa perché le medicine che ti stanno intossicando non ti guariranno mai (perché diciamocelo: gli stessi che ci prendono per pazzi perché ci affidiamo alle diete o alle cure naturali, si affidano a medicine che loro stessi ammettono non li cureranno mai), per qualcuno è LA strada e gli sta bene così. Io rispetto ogni modo di sentire e di condurre la propria vita, per me la strada è SEMPRE stata cercare dentro di me. E questo mi ha condotta in luoghi meravigliosi, ho scoperto cose di me che altrimenti sarebbero rimaste per sempre nell’ombra.

Il dolore può essere una grande risorsa, se riesci a non farti distruggere.

L’altro giorno vedo l’ennesimo post in un gruppo di artrite reumatoide internazionale in cui veniva sbeffeggiata una ragazza che dava il consiglio di seguire il Paddison Program per stare meglio. Vi parlerò più avanti di questo programma alimentare perché lo inizierò a breve, ma il punto ora  è come mi sono sentita leggendo quei messaggi.

Colpita. Come mi colpivano i medici. Come colpivano le loro parole. Presa per i piedi e tirata giù, stretta nella morsa dell’autocommiserazione perenne. Senza vie di fuga.

E nonostante tutto legata a quel dolore e a quel modo di pensare.

Per una volta ho risposto. In italiano, che traducessero se gli interessava, mi serviva la mia lingua per dire tutto quello che pensavo.

“Stop say YOU CANT. È terribile dover vivere per 25 anni credendo e lottando e sperando di potercela fare e sentir sempre dire non riuscirai. È tremendo ed è un sistema che usano i medici ogni dannata volta. Ogni volta che andavo ad una visita tornavo a casa distrutta . Non dalla malattia ma dalle loro parole. Sono malata da 25 anni. Da 3 mesi sono senza farmaci grazie al film Fat sick and nearly dead di Joe cross. E adesso inizio il Paddison Program e sai cosa? Non mi importa come vogliamo chiamare questa fase: remissione, guarigione, sogno….è un momento meraviglioso…!!!! Non sono mai stata così bene in vita mia non ho più sonno non sono stanca non ho dolori e sono felice! E vero che siamo tutti diversi però vi prego….non usate la parola Non puoi.”

Poi ho visto tutta la rabbia nelle mie parole, e ho capito che l’unica cosa da fare era uscire dalla pagina.

E lasciar andare.

Ho visto che la frustrazione veniva dalla paura, ancora una volta Lei. Da un attaccamento secolare al dolore, un dolore che respingo con ogni forza ma che mi appartiene ormai, fa parte di me. Chi sono io senza il dolore?

Durerà questa fase? Lo spero.

Ma se non fosse così troverei un’altra strada, un altro sentiero da battere, un’altra battaglia da ingaggiare, un’altra sfida da affrontare.

Con gioia, determinazione, fede, amore e soprattutto la consapevolezza che la guarigione non è l’arrivo, ma il viaggio.

E’ tutto quello che impari mentre lotti, mentre non ti arrendi, mentre guardi il nero sotto di te e cerchi di restare vicino alla luce.

Grazie ❤

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La mia gioia più grande, insieme ad A. (a volte di più perché mi da sempre ragione 😉 e non è adolescente!)
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26 risposte a "Attaccamento al dolore."

  1. C’è un sacco da imparare in quello che scrivi , ed è’ preziosa la tua esperienza , anche solo per cercare altrove , rispetto alla medicina tradizionale, le vie di guarigione…
    Tu sei forte, coraggiosa e lucida. La malattia , alla fine ,ti ha dato molto più’ che l’indubbia sofferenza .
    Penso che debba piacerti molto quello che sei oggi!

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  2. E Vaffa.. tutto il resto.
    Se tu stai bene, chi se ne importa?
    Avanti tutta. Col vento in poppa. Procedi senza guardare indietro. Ora il mare aperto, non ti fa più così paura.
    Stai vincendo le insidie. Non hai più la bussola in tasca. Perché hai imparato a farti guidare dal tuo istinto.
    Troverai la rotta giusta!
    Ti abbraccio fortissimo😘😘😘

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  3. Ti sei assunta un rischio, ma vedrai che hai fatto la scelta giusta, perché stai meglio, perché sei motivata, perché sei ottimista.

    Riguardo l’attaccamento al dolore: credo sia vero. Il dolore, per certi versi, diventa una “abitudine”, e ci lascia (a volte) l’occasione di poterci lamentare e di trovare scuse per giustificare i nostri stessi comportamenti.

    Ciao!

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  4. Ho cominciato a leggere un po’ di questo Paddison Program, ma l’ inglese dopo un po’ mi stanca e diventa difficile finire l’articolo. Ma riprenderò. Il mio dubbio, da come è impostato, è che possa essere una di quelle pubblicità che promettono miracoli con testimonianze poco veritiere, per così dire, come se ne trovano a milioni, da quelle per dimagrire, a quelle per curare l’alluce valgo … 😀 😀 😀 queste dell’alluce mi fanno molto ridere, in realtà, ma anche il dimagrimento miracoloso non è da meno. Ecco, la mia perplessità è in ordine a questo. Ma se tu lo hai scelto, sono sicura che avrai fatto molte ricerche prima di decidere. Quindi, aspetterò notizie più dettagliate da te … che sei la “mia guida”. Ciao, cara, passa una notte serena. Che le stelle del cielo brillino tutte per te! ⭐ ⭐ ❤ ⭐ ⭐

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    1. Posso tradurre quello che vuoi basta che chiedi😊lo seguo da un Po, soprattutto leggo tanti parlare di lui sui forum e seguo la pagina fb con interviste a chi lo segue. Poi posso dirti che il programma è pressoché uguale a quello che seguivo prima della reboot: via cibi processati, quasi solo verdura e frutta, no zucchero, no olio, no the e caffè, no farine, no glutine….praticamente lo seguo già..

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  5. Bisogna allontanare da sé persone e parole che intossicano. Con questo non voglio dire che non si debba avere l’appoggio di un medico di fiducia. Anzi! Bisogna però allontanare i tuttologi, quelli che sanno sempre tutto e che credono di avere una risposta logica per ogni cosa. Ognuno deve fare le proprie scelte, “sentendo” se sono adatte, ci vuole naturalmente buon senso, ma dalle parole che ho letto sinora, mi pare che a te non manchi. 😉

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      1. Cerco di mettere in pratica il buon senso, facendo attenzione ad alcune persone…anche se mi sa che predico bene e razzolo male, non sempre è facile allontanare le persone negative che nella vita tutti incontriamo 😉 Ogni tanto mi sbilancio in commenti su questo tipo di patologia, poiché anche se non direttamente, in parte la conosco, (è stata arginata)

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  6. Ti seguo da un po’, sono veramente veramente felice tu stia meglio. Sei la testimonianza vivente che un’alternativa esiste sempre. Riguardo le accuse alla medicina ufficiale sai, non me la sento di colpevolizzare nessuno, le cure si fondano su ricerche scientifiche, e su quello si va avanti, se una cura non c’è, o provoca milioni di effetti collaterali, o se ne trova un’altra sempre approvata dalla comunità scientifica, o siamo punto a capo: ti dicono questo c’è, di più non si può fare. Aspettarsi che loro ti dicano prego, provi altro, va contro i loro stessi dogmi. Per questo bisogna ascoltare sempre il proprio corpo, conoscersi e credere in sé stessi. Avere il coraggio di voltare pagina , e di lottare. Un abbraccio

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