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Rollercoaster.

Così è la vita.

La mia, di chi ha una malattia cronica, o di chi semplicemente non si arrende all’accettazione.

Ieri parlavo col mio maestro mentore medico <3, mi ha detto che sono – come lui – troppo mentale.

Eh già…..quando sono nella curva bassa, come ora, la meditazione mi respinge, ovviamente. Io respigo lei forse, boh.

Chi sono dottore? L’ansia mi viene perchè non so chi sono e quindi non so chi essere. Sono una che è malata e se lo accetta vive di conseguenza? Che quando lo accetto, per alcuni perodi accade, sto da Dio. Sul serio. Ferma, centrata serena. Sono qui, respiro e faccio del mio meglio. ATTIMO DOPO ATTIMO, solo sul presente. Niente domande, la mente è quieta, faccio quel che devo fare al meglio che posso. Ma quando invece sto così, come ora, non riesco a stare sul presente e la mente assassina galoppa e mi chiedo ma chi sono? Che poi lo so non c’è bisogno di incasellare ma io incasello tutto, dottore lo sa che sono fatta così vero?

Ride. Lo sa. Mi lascia parlare.

Io ho proprio una mania del controllo ma sul serio, guardo il gas e la porta di casa tremila volte. Torno anche su a ricontrollare se sto uscendo.

Ride.

Quindi no, dicevo se io dico ok sono malata, lo accetto, lei è con me è parte di me quindi devo imparare ad ascoltarmi e riposare quando sento che ne ho bisogno, fermarmi se ne ho bisogno insomma assecondare un corpo dentro al quale c’è una battaglia continua. E’ normale che sia stanca (se date un’occhiata qui, al forum sull’AR americano vedrete che una delle domande più poste riguarda la stanchezza cronica) e che debba riposare. Ok? Però se lo faccio poi la vocina dentro di me mi dice “si ok, riposati, non sarà che ne stai approfittando? Non sarà che questa artrite un pò ti fa comodo che puoi dormire quando vuoi, puoi fare 6 ore al lavoro ecc.?”. Però poi ci penso e dico CAZZO NO! Non ne approfitto, cioè si mi fa piacere arrivare a casa alle 14.30 e non alle 18, sto più tempo con A., con Lampo, mi riposo, tiro il fiato, ma lo devo fare, preferirei avere più energia no? No dottore? Quindi alla fine non so chi essere. Il problema è che non so chi essere. Perchè se invece sono quella sana, o che guarirà, quella che lotta per la cura, allora è una guerra senza quartire. Ogni giorno a leggere, documentarmi, inventarmi diete, prendere nuovi integratori, sperare. La speranza mi uccide sa? Come Asia Argento in Maledetto il giorno che ti ho incontrato. Lei non ci voleva andare in un nuovo ospedale a sentire un nuovo parere. Si era rassegnata. O no, forse aveva accettato. E io mi sento come lei. Finchè cerco alternative ai farmaci non posso accettare.

Ma d’altro canto se accetto i farmaci mi sento fallita. E’ un’idea mia lo so, sbagliata, ma ce l’ho. Se accetto, passiva e mi siedo e dico “ok, va bene, prendo i farmaci”. Mi sento più serena da un lato ma anche vittima di un sistema sbagliato dove non si cerca la causa, dove si spegne – per modo di dire – il sintomo. Io odio questo sistema, non lo sento mio, non mi risuona, non riesco ad accettarlo. Quindi non so chi essere. Questa guerra mi sta logorando.

Ovviamente lui poi mi ha risposto, parlando a lungo e facendomi ridere, come sempre. Magari ve ne parlerò… 🙂

Il succo è che devo stare centrata, respirare, fare yoga, meditazione, smettere di giudicarmi (sono cattivissima con me) e pensare a tutto quello che di buono è venuto fuori e sta venedo ancora da questo viaggio. Tutte cose che faccio già, che mi hanno salvata più volte, ma la strada è lunga, non è semplice, è tortuosa e spesso si inciampa e a volte mancano le energie per rialzarsi… ma non c’è tempo per restare a terra a compiangersi, non si può fare troppo a lungo.

Per fortuna non sono sola. Grazie anche a tutti voi che mi seguite e mi fate sentire il vostro affetto, non è poco ❤

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31 thoughts on “Rollercoaster.

    1. lo so 😦 e tu come fai allora? come trovi l’equilibrio ? a me pare di camminare sul filo, se mi distraggo un attimo sono fottuta…e ste medicine….io nn conosco le tue ma il metotrexate mi toglie l’anima….

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  1. Accettarsi è basilare, e tu credo l’abbia fatto.
    Se così non fosse, la tua vita sarebbe un inferno, un continuo dramma senza uscita.
    Tu invece conosci i tuoi limiti – che ti vengono imposti dalla AR – e questo ti aiuta perché sai cosa puoi fare, fino a che punto ed in che modo.
    E poi ci sono A. e L. che vivono per te, no?

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  2. Io credo che la malattia fisica sia un (pur potente) catalizzatore di uno stato di malessere più profondo o, forse meglio, i due livelli si alimentano vicendevolmente. Per i problemi degli altri abbiamo tutti tutte le soluzioni e di questo mi vergogno ma forse spezzare la catena di cui sopra potrebbe aiutare. In fondo dalla foto sembri molto carina, hai pure un tatuaggio e, più importante di tutto, se non ricordo male, c’è “adolescente” che dovrebbe impegnare non poco le tue locazioni di memoria ed il tuo tempo. Ripartire concentrandosi su queste cose?

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    1. di tatuaggi ne ho 12 🙂 e grazie oer il carina…. 🙂
      Mi ci concentro credimi….e tanto anche! A volte è semplicemente durissima…il dolore cronico non molla mai….concentrarsi è faticoso. Quando si placa lui ci sono le contratture muscolari, le infiammazioni dei tendini, le calcificazioni…è un bel minestrone 🙂

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  3. Non sai chi sei…
    Sei quel sorriso,
    Sei quella voglia di farcela,
    Sei quella voglia di capire,
    Sei quella che non si arrende,
    Sei anche quella che a volte per un pò molla e poi ritorna più forte di prima,
    Sette,
    Otto.
    E tutti gli altri numeri, Serena sei unica e speciale, questa malattia ti ha resa una persona consapevole di rischi, vantaggi, limiti, dolore e credo che nessuno come te sia in grado di comprendere quanta felicità possa regalare un gesto apparentemente semplice e sottovalutato….

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  4. Bisogna accettare che la malattia cronica fa parte di noi e quindi imparare a conviverci cercando di eliminare i disturbi più fastidiosi che impediscono di vivere bene. Può anche diventare una forza! L’importante è capire bene che la malattia fa parte di noi,ma noi NON siamo la malattia! Siamo ben altro,no? E abbiamo tantissimi punti di forza da tirar fuori

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  5. Secondo me devi farti fare le sopracciglia da una estetista brava,,……ahhhhhh
    E devi mettere un campanello sul blog son passata mille volte ndo sta che fa…..
    Mi sa che hai sbagliato attrice era margherita buy.
    Cmq vacation ? Ndo vai che fai

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    1. secondo me le sopracciglia sono l’ultimo dei miei problemi. E comunque sono fatte così, sono 20 anni che cercano di farmele diventare ad ala di gabbiano ma non ci stanno non ci staranno mai e ormai le ho accettate…..certo ci tengo a non fare proprio schifo, ma l’aspetto esteriore è quello che x me conta meno. Ci sono giorni che mi dimentico di guardarmi allo specchio….. Vacanze? Sarebbe già tanto riuscire ad alzarmi senza piangere in sto periodo. Vacanza sarà riposarmi con la mia famiglia e tanti libri

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  6. Bel commentino eh
    In realtà è quello che mi dice lo psicoterapeuta qualsiasi cosa gli chieda abbiamo una causa un incontro una pizza
    Elena ti sei presa un appuntamento col parrucchiere quando parti ?
    Giuro sto da dio quando lo sento

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  7. Il male , inteso come dolore , logora e sfianca . È’ la fatica delle fatiche….lo so.
    Sei una bella creatura a cui è’ toccato , per ora , questo calvario…
    Fai bene a non mollare, pero’ invece di andargli contro , accompagnalo il male , come se gli volessi un po’ di bene , perché è il tuo…
    Ne hai provate tante , che sarà mai una di più ?
    Abbraccio (non troppo stretto per no farti star peggio!)

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  8. Il tuo sorriso è molto dolce.
    Nonostante l’amaro che ingurgiti tutti i giorni.
    È umano essere un misto di fragilità e forza. Paure e speranze. Felicità e nostalgia.
    Con annessi e connessi, direi, che sei tosta. Molto più di quello che credi!
    Ti abbraccio♥️

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