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I segreti dei monaci buddisti. Reblog

Ciao, oggi vi ribloggo un articolo che mi è piaciuto, mi ha ispirata, mi ha regalato dieci minuti di pace e mi ha fatto tornare anche se solo per un attimo alla speranza che qualcosa ancora si possa fare per non distruggere noi e questo pianeta.

I segreti dei monaci tibetani per vivere a lungo ed in salute

I monaci tibetani sono conosciuti in tutto il mondo non solo per vivere a lungo ma anche per farlo in piena salute.

Ma come fanno? Hanno dei segreti? Che tipo di vita conducono?

Potresti pensare che la loro incredibile longevità sia dovuta ai luoghi pacifici in cui vivono ai piedi dell’Himalaya e all’aria pulita che respirano.

Sicuramente questo influisce ma la grande differenza la fanno le loro abitudini.

Secondo me noi occidentali possiamo apprende molto dall’analisi dello stile di vita che questi monaci conducono ed è proprio quello che farò in questo articolo.

Ti spiegherò i pilastri su cui si basa il loro stile di vita in modo che potrai fare qualche piccolo cambiamento per vivere più a lungo ed in salute senza doverti trasferire sull’Himalaya e senza farti monaco 😀

Buona lettura… 😉

Allenamento fisico, esercizio mentale e dieta semplice

I “segreti” su cui si basa la salute e la longevità dei monaci tibetani sono 3 e sono molto più semplici di quello che probabilmente immagini.

  • Un ottimo allenamento fisico che viene fatto grazie alla pratica dei 5 riti tibetani;
  • Un allenamento mentale che viene fatto grazie alla pratica della meditazione;
  • Una dieta semplice, naturale e in relazione con le stagioni;

La cosa più importante però è che tutto questo viene fatto tutti i giorni per tutta la vita.

Noi occidentali spesso facciamo yoga o iniziamo a praticare sport quando abbiamo qualche chilo in più, quando ci sentiamo deboli oppure magari quando l’estate sta per arrivare.

Stessa cosa per la mente.

Cerchiamo di allenarla solo quando abbiamo un esame o comunque una prova da superare.

Non è vero?

Questo purtroppo ci porta in un vicolo cieco perché, utilizzando il nostro corpo e la nostra mente solo quando ne abbiamo bisogno, prima o poi perdiamo le loro potenzialità.

I monaci tibetani invece hanno capito che il corpo e la mente sono le cose più preziose che abbiamo e perciò praticano i 5 tibetani per mantenere il fisico in forma e meditano più volte al giorno per migliorare le loro capacità mentali.

E tutto questo è abbinato ad una dieta naturale e semplice che permette un benessere generale.

Andiamo ora a vedere uno per uno questi “segreti”.

I 5 riti tibetani

I 5 riti tibetani sono degli esercizi che andrebbero praticati ogni mattina appena svegli, proprio come il saluto al sole nello yoga.

Secondo i monaci tibetani infatti, ma ormai è confermato anche da numerose ricerche scientifiche, se prendi l’abitudine di fare questi esercizi fisici tutti i giorni lo stress scompare, la tua flessibilità migliora, i problemi alla schiena scompaiono, i chakra si riequilibrano ed in generale sperimenterai un incredibile benessere fisico e mentale.

Sono considerati un vero e proprio elisir di lunga vita.

I 5 tibetani sono molto simili alle classiche posizioni dell’Hatha yoga ma, a differenza di queste che sono molto statiche, quelle eseguite nei riti sono molto dinamiche.

Sono 5 esercizi che vanno a lavorare specificatamente sui 5 elementi che pian piano vengono riequilibrati.

A dire la verità non è molto facile eseguirli perché sono molto intensi e andrebbero fatti seguendo la respirazione. Proprio per questo è opportuno iniziare la loro esecuzione con delle modifiche che li semplificano e li rendono più alla portata di tutti.

La meditazione tibetana

Oltre all’esercizio fisico è anche importante allenare la mente e per farlo i monaci tibetani meditano tutti i giorni per più volte.

Fin dall’antichità la pratica meditativa fa parte di questi popoli e negli ultimi anni sta diventando popolare anche in occidente perché è profondamente benefica.

A causa della vita moderna siamo sempre più stressati, non siamo consapevoli di noi stessi, ci facciamo continuamente prendere da ansie e paure, e spesso invece di stare a pensare al momento presente rimbalziamo continuamente tra passato e futuro.

La meditazione è un rimedio efficace a tutto questo e da millenni aiuta le persone a vivere meglio.

Il termine meditazione in tibetano è “gom” e questo termine può essere tradotto con “familiarizzazione”, “conoscenza”, “consapevolezza”.

Ma di che cosa?

Familiarizzazione con la nostra mente, conoscenza dei nostri pensieri, consapevolezza delle nostre azioni….

Ci sono numerose tecniche di meditazione ma tutte permettono di conoscere meglio la nostra mente, di essere più consapevoli del momento presente, di riconoscere il costante flusso di pensieri e di andare oltre i nostri schemi mentali.

I monaci tibetani hanno capito tutto questo da millenni e così hanno inserito la meditazione tra le attività più importanti delle loro giornate e non c’è dubbio che questa abitudine contribuisca molto alla loro incredibile longevità e alla loro salute di ferro.

La dieta dei monaci tibetani

Oltre all’esercizio fisico e mentale anche la dieta per i monaci tibetani è importantissima.

La capacità che il cibo ha di cambiare il nostro corpo in senso positivo o negativo è incredibile e questo non ce lo dicono solo le antiche medicine orientali ma è confermato da numerose ricerche scientifiche.

Una dieta sana, equilibrata, semplice e naturale contribuisce significativamente a mantenere in forma non solo il corpo ma anche la mente.

Non solo l’alimentazione è un sistema per prevenire molte malattie ma anche un modo per risolvere problemi sempre più comuni.

Nell’alimentazione dei monaci tibetani ci sono numerosi principi che se seguiti possono migliorare di molto il nostro modo di nutrirci occidentale.

Ma come si alimentano questi monaci?

La risposta la possiamo trovare nel conosciutissimo libro di Peter Kelder dove l’autore dedica un intero capitolo alle abitudini alimentari della gente che vive nei monasteri del tibet.

Ecco i principi più importanti della loro alimentazione:

Equilibrio ed armonia con la natura

Non avendo supermarket nelle vicinanze loro sono costretti a coltivare la terra e a curare ogni singola fase di produzione.

Questo fatto ha numerosi vantaggi dal punto di vista della salute.

Prima di tutto permette di avere una maggiore consapevolezza del cibo che si assume.

Inoltre i monaci tibetani mangiano solo frutta e verdura di stagione, un’abitudine che in occidente spesso abbiamo perso.

A seconda del diverso periodo dell’anno, il corpo ha bisogno di nutrienti differenti perché sono proprio questi che aiutano ad affrontare al meglio quella stagione e l’unico modo di assumerli è di mangiare frutta e verdura di stagione.

Infine questo permette anche di mangiare cibo diverso in ogni periodo dell’anno e quindi di dare al corpo una grande variabilità di nutrienti.

Prendersi il tempo di mangiare

Alimentarsi è un momento molto importante della giornata e non andrebbe fatto di fretta come spesso facciamo in occidente, ma bisognerebbe prendersi tutto il tempo necessario per mangiare con calma.

Molte ricerche infatti confermano che mangiare lentamente e con maggiore consapevolezza del cibo aiuta migliora la digestione.

Un’altro aspetto che spesso non viene considerato è la masticazione.

Nella bocca, grazie alla saliva e agli enzimi che contiene, avviene la prima fase della digestione e se il cibo non viene masticato bene e ripetutamente, lo stomaco e l’intestino dovranno fare il doppio del lavoro per digerirlo.

Avendo capito tutto questo i monaci tibetani si prendono il tempo necessario a mangiare lentamente ed a masticare ripetutamente il cibo.

La dissociazione del cibo

Secondo i monaci, ma anche secondo varie ricerche, sarebbe meglio assumere diversi tipi di cibo in pasti differenti perché se vengono mischiati nello stesso pasto portano a pesantezza e a un maggior consumo di energia.

I monaci tibetani invece consumano le proteine ed i carboidrati in pasti differenti permettendo all’organismo di digerire un solo cibo alla volta e quindi di digerirlo meglio.

No allo zucchero raffinato

Lo zucchero bianco o anche quello di canna, che comunque è stato lavorato, non si trova nella loro dieta perché non è benefico affatto e usano invece molto il miele, che sicuramente è più energetico e più naturale.

In genere i monaci non mangiano nessun, o comunque poco, cibo raffinato o comunque lavorato industrialmente.

Più cibo al mattino e meno alla sera

Per non appesantire il corpo i monaci tibetani preferiscono mangiare molto cibo a colazione, meno a pranzo e ancora meno a cena.

Questo modo di alimentarsi permette al corpo di nutrirsi maggiormente nella prima parte della giornata, digerire nella seconda parte ed eliminare le sostanze di rifiuto nell’ultima.

Digiunare 2 volte al mese

I monaci tibetani hanno la salutare abitudine di digiunare ad ogni luna piena e ad ogni luna nuova del mese. Grazie al digiuno infatti il corpo si depura da tutte quelle tossine che si accumulano regolarmente nell’organismo.

Viene fatto durante queste fasi lunari perché queste incidono notevolmente sul corpo e farlo in questi giorni permette una purificazione più profonda.

Questa pratica deriva dall’ayurveda e dallo yoga, infatti anche molte persone che praticano yoga fanno digiuni regolari per purificare il corpo e calmare la mente.

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13 thoughts on “I segreti dei monaci buddisti. Reblog

        1. Farà qualcosa in senso positivo dici? Assolutamente sì. Al 100% sì. E non ha controindicazioni. Per la meditazione puoi cercare qualcuno nella tua città, io ho iniziato al Centro Buddista, sono stata fortunata ad averne uno in città. Facevamo mezz’ora di meditazione solo sulla presenza e sul respiro, e mezz’ora analitica, vale a dire su qualcosa. Una volta sul mandarino che stavamo mangiando, un’altra sull’amore, e così via. Una volta il maestro si era preparato la meditazione sulla morte (i monaci buddisti la fanno frequentemente) ma mi sono presentata con mio figlio di 8 anni e ha deciso di non farla 😉 . Tosta. Ma bella.
          Poi l’ho fatta a yoga, poi ho iniziato da sola. Ci sono moltissimi canali you tube fatti bene che aiutano nelle meditazioni guidate, oppure puoi sceglierti musiche “speciali” tipo 432 HZ e meditare senza guida. L’unica cosa che faccio io quando mi metto a fare esperienze “strane” è proteggermi prima….perchè più si va in profondità più escono cose che non ci aspettiamo. A volte ci si può spaventare, se non si sa gestirle….ecco perchè sarebbe utile avere un insegnante almeno di appoggio all’inizio ❤
          Lo yoga sull'alimentazione è un portento. Calma i nervi, la tensione, la fame, la paura…..ogni asana lavora con ogni fibra del corpo….aiuta la concentrazione, la presenza mentale…. è una magia
          Sono qui per ogni domanda

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  1. Forse gliela faccio, sto cercando di lasciare un commento con tutto il blog appresso, perche il più delle volte non va, dunque i monaci di aspen vivono alla grande vicino al fiume, credo che la chiesa cattolica, e ce ne sono tre non ricevano tutti i soldi che vanno a loro, ma dobbiamo smettere di pensare alla religione come un ideologia, ma piuttosto come un appartenenza sociale. Sto leggendo Pema Chodron . forte il tuo blog abbiamo diverse cose in comune. Ho letto che ti curano con cortisone e methotrexate , scusa se lo dico ma è la stessa cura delle leucemie e dell hiv secondo me dovresti leggere chi c è dietro queste industrie. Auguri infiniti, mille baci.

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    1. Ciao, in 20 anni di malattia ho letto il leggibile.
      Ho perso il ginocchio perchè sono stata 2 anni senza farmaci.
      La mia lotta più grande è accettare di prenderli. Se non hai questa malattia difficile capire.
      Mi fa piacere che tu sia passata

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      1. No no mi hai fraintesa non è che passavo di qua dalle foreste in fiore e dicevo trullalla smettila di curarti, era una riflessione di chi ha passato 5 annetti tra i DH oncopediatrici, e girando le confezioni dei farmaci ha trovato che il CEO di queste aziende è sempre lo stesso, poi vabbe per tosse e raffreddore ho imparato a far da me, e se ti occorresse magari li ti do le mie ricette. Quello che non tollero è che la risposta farmaceutica si immudeprimere Sempre, una cura di rinforzo mai. Ti ammiro molto per come ne scrivi, io ho provato a buttar fuori qualcosa delle mie esperienze nel blog ma mi vengono solo imprecazioni.

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        1. ahhahahhaa mi piace come scrivi 🙂
          Sono d’accordo con te, su tutto, la mia rabbia non viene dalla malattia -che invece ringrazio per tanti motivi- ma dall’obbligo dei farmaci. Ho litigato con tutti i medici. Se leggi la mia storia lo vedrai….sono insopportabile non mi arrenderò mai alle medicine ❤

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