artrite reumatoide · GRATITUDINE

Nuova vita.

L’intervento è andato.

Ed è stata una delle esperienze più strane e belle e disarmanti degli ultimi anni.

Ho troppe cose in testa adesso, troppa confusione, voglia di capire, bisogno di fare silenzio perchè quello che mi sta succedendo non è qualcosa che si sperimenta tutti i giorni.

Lo adoro ma ci devo fare i conti.

Ho chiesto di non avere paura qualche giorno prima di entrare in sala operatoria. L’ho chiesto alle mie Guide, e l’ho chiesto con una fede che non avevo mai avuto prima. Una fede e un’amore profondo comparsi “per caso” mentre lavoravo per connettermi sempre di più con la mia Anima. Quell’Anima in cammino che finalmente era giunta l’ora di conoscere .

Ho passato 12 ore in ospedale aspettando che mi chiamassero per l’intervento dimenticandomi completamente del perchè fossi lì. Quando mi chiedevano se avevo paura rispondevo di sì perchè quella ero io. Ma prima. Prima che qualcosa cambiasse per sempre senza che me ne accorgessi. Poi ci pensavo e mi dicevo: “ma che dici? Non hai paura!”….ed era vero! Era dannatamente vero, non ne avevo!

Ho pianto un attimo in ascensore mentre andavo verso la sala, ma era commozione perchè mio padre era lì con me: vestito di verde stava per assistere all’intervento, essendo medico lo stavano facendo entrare. Non era paura, era amore.

Non ho avuto paura mentre mi mettevo sul lettino, non ho avuto paura quando entrando – sveglia – ho visto le lampade e gli schermi che di solito si vedono in Grey’s Anatomy, non ho avuto paura mentre mi preparavano. Ridevo con le infermiere che mi hanno fatto il presepe al braccio (tanto amore per persone come loro che dopo 12 ore di lavoro ancora sono in grado di prendersi cura di un altro essere umano), con il chirurgo che si preparava ad aprire, ridevo con la bellissima anestesista che mi sventolava la morfina facendomi l’occhiolino, ridevo con mio padre che osservava da un angolo della sala. Mentre il chirurgo cercava il linfonodo tra nervi e vasi cercando di non paralizzarmi il braccio io parlavo di yoga con l’anestesista, e pensavo che la vita fosse meravigliosa.

Ok ammetto che la morfina in quel momento c’entrava qualcosa, ma la sensazione è continuata, a lungo, c’era anche la mattina dopo quando la ferita bruciava e faceva male. E’ durata e non se n’è più andata.

E’ qui con me anche oggi.

La sensazione che qualcosa sia cambiato per sempre e che la mia Anima forse abbia trovato se non proprio casa almeno la strada…

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