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Quote challenge. Una “sfida” a colpi di citazioni – 1°giorno

Allora intanto grazie millissime a Iris & Periplo blog  per questo nuovo tag che mi incuriosisce e mi costringe a spremere il cervellino per ricordare quali sono le citazioni che preferisco.

Una domanda…ma a voi vengono in mente subito? Tipo vedete il tag e pensate “Oh! Grazie al cielo un tag così posso vomitare quelle tre quattrocento citazioni che avevo qui sulla punta della lingua e non sapevo più dove mettere!” 🙂

Perchè il mio pensiero invece è: “Ohmadonna santissima e adesso dove vado a cercarle le frasi che sì, mi sono piaciute in passato e che però no, non ho mai pensato di trascrivere?

E poi non ho ben capito se ogni giorno doveva essere dedicato ad un argomento o ad un autore, nel dubbio io ho fatto il mio solito casino 🙂

1° giorno

  • Sabato Santo. La paziente trappola, lucida di filo spinato e di sangue rappreso, sta per scattare. Ma la vita impassibile scorre in superficie

    . Antonia Arslan, La masseria delle allodole

 

  • Spesso, nell’ora del giorno in cui l’erba della savana si vena d’argento, e pallido oro orla i profili delle colline, coi miei cani guido fino al sommo del Mukutan, per guardare il tramonto al di là del lago, e le ombre della sera discendere sopra le valli e pianure dell’altipiano di Laikipia. Qui, all’estremo confine della grande Rift Valley, come una sentinella sul precipizio, cresce un albero d’acacia curvato da venti senza tempo.

    Quell’acacia è mia amica, e siamo sorelle

    . Kuki Gallmann, Sognavo l’Africa

 

  • Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne tornarono in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta. 

    Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.

    Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e derelitta che geme accanto al fuoco; i preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento lunghi anni…

    E poi, tutta quell’umidità.

    Franck McCourt, Le ceneri di Angela 

Mi permetto ci citare un blog, dal quale ho preso l’ultima frase perchè SAPEVO che quel libro ne conteneva di bellissime ma chiaramente non avevo voglia di mettermi a cercarle ora 🙂 che è nato per aiutare le pirline come me che amano le belle frasi dei libri ma che sono troppo pigre per segnarsele:Frasiarzianti.

Ed ora le nomine di oggi:

  1. Ci vuole poco
  2. The imbranation girl
  3. Cuore ruotante

 

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2 thoughts on “Quote challenge. Una “sfida” a colpi di citazioni – 1°giorno

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