artrite reumatoide · RIFLESSIONI

Namastè.

Ieri in ospedale, aspettando la visita post operatoria.

Sono in sedia e rotelle e arriva lui.

Completo blu (bello, devo ammetterlo) da 27698659865560 euro, scarpa stile briatore che scusate ma mi fanno veramente @#@##, cellulare in mano perennemente in chiamata con Milano (dovevamo saperlo tutti chiaramente, e c’erano tipo trenta cartelli con scritto VIETATO L’USO DEI CELLULARI, non solo: c’era anche il disegno, casomai uno fosse poco attento), mamma ottantenne e -pare- deliziosa al seguito.

Mi sono chiesta come poteva aver partorito un tale idiota o a quale punto della crescita avesse smesso di essere educato e fosse diventato un coglione, o se magari lei sotto quella finta facciata di tenerezza fosse una pazza psicopatica esattamente come lui. Ma magari erano cresciuti qui, nella bassa, ed erano persone semplici. Magari è a Milano che era avvenuto il cambiamento. Magari era un avvocato famosissimo e aveva dovuto diventare così per non soccombere.

Adoro guardare la gente, il tempo mi vola quando sono in coda che aspetto qualcuno o qualcosa. Alla fine conosco meglio le loro vite io di loro stessi, creo delle teorie straordinarie sul perchè dei loro comportamenti e mi spiace non potergliele comunicare. A volte cerco il contatto solo perchè desidero ardentemente lanciare un input, mentre se ne vanno, mentre mi sfilano davanti alla cassa del supermercato, mentre siedono con me in una sala d’attesa…

Beh insomma ieri aspetto il mio chirurgo adorato e questo si aggira avanti e indietro per tutto il corridoio obbligando chiunque a guardarlo o ad abbassare lo sguardo, ma soprattutto ad ascoltare le sue conversazioni. La cosa che mi irritava di più era che la sua camminata prevedeva lo stop davanti all’ambulatorio: era palese che voleva inchiodare il medico non appena avesse messo fuori la testa. Sarebbe passato avanti a tutti. Ah, non ho detto che poco prima aveva URLATO all’infermiera: “ Devo vedere il dott. Franceschi per mia madre, mi ha detto di venire qui“.

Ma dai?! Sul serio? Pensa, non so se il tuo ego lo sopporterà, ma l’ha detto ad altre 10 persone. Ops.

Prima reazione? Lo ammetto: volevo mettermi di fianco a lui come faccio ai semafori rossi quando mi prende lo schizzo di fare la gara, volevo le mie gambe e fargli vedere che se aveva intenzione di fare il furbo aveva sbagliato giornata.

Poi mi sono detta Namastè cara. Se onori solo le persone gentili come fai ad incontrare Buddha? Come fai a dire ‘sono buddista’ se la prima reazione è quella di strappargli la gola come Brienne di Tarth?

Quindi mi sono allontanata, con le mie ruotine ho girato l’angolo e mi sono detta di non pensarci, che non cambiava niente nella struttura del mondo o nella mia vita. Volevo lasciar andare. L’ho usato per migliorarmi e tenere sotto controllo la rabbia, anche se la maleducazione è una cosa che mi fa andare fuori di testa ogni volta.

Passano pochi minuti, il dottore esce diretto ad un ambulatorio vicino, lui scatta felino dimenticando tutto il bon ton imparato negli anni di fuga dalla bassa, lo raggiunge e con fare da puttana gli fa: “Dottore, buongiorno….“. Avevo ragione, lo sapevo!

Il mio chirurgo adorato, senza neanche guardarlo: “buongiorno.” SBAM! E Chiude la porta.

Dio, ti amo, l’ho già detto!?

Ma non è finita perchè c’è una lista per gli appuntamenti,  lui potrebbe essere stato inserito all’ultimo, potrebbe passare davanti lo stesso e io dovrei ingoiare il mio Namastè e dimenticare.

Esce l’infermiera: “Serena? Vieni…..

Aaahh. Che soddisfazione! Piccole, microscopiche inutili vittorie della giustizia sull’ingiustizia 🙂

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12 thoughts on “Namastè.

  1. Potrebbe essere caduto di testa dall’espulsione del parto….aver cozzato contro un infermiere con degli addominali notevoli e questo si sa, lascia dei segni!
    Comunque alla fine, oooooohhhhmmmmmm, essere gentili paga (tranne quando ti scambiano per una ladra di valigie…..)

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  2. quando trovo qualche pirla che telefona a voce alta in posti dove non si potrebbe io rispondo come se fossi l’interlocutore: prima ti guardano come un pazzo poi se ne vanno, una volta siamo arrivati quasi alle mani,,, peccato. 🙂

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