artrite reumatoide · dolore cronico · GRATITUDINE · positività

Alzati e cammina.

Ore 8.30 visita all’ Istituto Soncin con la mia seconda mamma: la dottoressa Espsito che mi accoglie con un sorriso e un abbraccio.

Mi sento a casa. E’ bellissimo.

Aggiungere rapporti umani colorati e sinceri ai doveri della vita è al contempo difficile e sorprendentemente efficace per guarire meglio. Purtroppo non è facile nè automatico che accada. Per la verità in tanti anni di tentativi è la prima volta.

Secondo lei il chirurgo mi metterà in piedi stamattina alla visita delle 12.00. Questo aggiunge adrenalina alla mattinata già di per sè partita bene. Mettere il naso fuori di casa dopo tanti giorni è un’esperienza quasi mistica 🙂

Il tempo non passa mai, conto i minuti che mi separano dal rivedere il mio chirurgo del cuore, il dott. Franceschi. Finalmente sbuca dall’ambulatorio e mi chiama, guarda il ginocchio, lo muove, leva i cerotti e mi dice: “dai, basta sedia a rotelle” e ci sono i fuochi d’artificio e le stelle cadenti e tutta la forza e l’energia che ho messo in questi dieci giorni di immobilità si riversano fuori, inondando l’intero ospedale.

Arrivo a casa ridendo, mia mamma ci sente dalla finestra e capisce che porto buone notizie anche se sono aggrappata a mio padre che mi aiuta a non cadere, perchè per quanto sia stata ferma per poco tempo sembra che il cervello non sappia più come funziona la faccenda. Papà era una bestia anche quando mi insegnava a guidare, adesso è tremendo, non perdona niente, mi sprona e mi obbliga a non avere paura. E funziona!

Finalmente in piedi.

E’ strano, difficile, devo pensare a quello che sto facendo. Il ginocchio non sempre ha la forza di sostenermi, devo avere qualcuno a fianco ancora per qualche giorno, ma la strada per lo meno non mi appare più in salita.

Tutti, per legge, dovrebbero ogni due o tre anni farsi una settimana in sedia a rotelle. Per ridimensionare i problemi che a volte ci appaiono insormontabili mentre a guardarli bene si rivelano solo una montagna di cazzate. Soprattutto i ragazzini viziatelli come l’adolescente (lo so, lo so che i vizi vengono dai genitori, come quando si dice che i pittbull sono cattivi….no, dipende da come li educhi…con i nani è uguale). Cambierebbero le prospettive in maniera inequivocabile.

Ero già arrivata ad un buon punto di accettazione, credevo di non aver più molto da imparare al riguardo,  invece questa avventura è riuscita a cambiarmi ancora. In meglio.

Riuscire a camminare, la mattina, sul lungomare di Lignano con i miei genitori, ed accettare (senza piangere però! Accettare piangendo non vale!) di non stare più dalla parte del marciapiede usato da chi fa jogging mi pareva la cosa più grande che fossi riuscita a fare.

Poi c’è stato il giorno in cui ho dovuto annullare il mio abbonamento di krav maga. L’ho accettato è vero, ma ho pianto tanto per quella che allora vedevo come una sconfitta,  l’ennesima decisione presa da lei e non da me.

Prima di riuscire a sentirmi una cazzo di guerriera per il fatto di RIUSCIRE A FARE, per il PROVARE NONOSTANTE TUTTO A FARE, ho passato ANNI a evitare situazioni, persone, emozioni, sfide, per la vergogna di non riuscire a farle come io le avrei volute fare. Non come andavano fatte o come qualcuno mi chiedeva di farle.

Mi ha fatto più male lo standard idiota, fasullo e completamente inventato che io avevo deciso che fosse giusto, della malattia.

Mi ero iscritta a yoga e ho abbandonato perchè mentre cercavo di fare le posizioni la mia mente non era lì. Non era sul respiro, non era sulla posizione, non era sugli addominali, né sul profumo inebriante dell’incenso o sulle statue del Buddha. Sapete dov’era? Ripeteva come un mantra: “Che cazzo ci fai qui? Non vedi che sei una sfigata? Non vedi che sei handicappata? Non vedi che non ti viene niente? Ma cosa ci vai a fare? A rallentare tutti? A farti compatire?“.

Ho abbandonato per questo.

Ho lasciato che la mia mente, – che se seguissi gli insegnamenti buddisti non dovrebbe nemmeno fiatare senza la mia volontà di attivarla –  non solo si attivasse quando più le aggradava ma che mi sabotasse. Con precisa e determinata ferocia. Colpendo proprio i punti giusti al momento giusto. Sistemicamente, progressivamente e cronicamente. Come l’artrite. Stesso procedimento, stesso risultato. Forse non rompe un menisco ma ti porta alla depressione. Forse non ti costringe al Voltaren ma allo Xanax si. E dove sta la differenza allora?

Quasi vent’anni di malattia, un anno di psicoterapia, ed ero ancora lì. Poco lontana dalla linea di partenza.

E’ stato incontrare Chiara che ha cambiato la mia vita. Incontrare la persona giusta al momento giusto ha fatto sì che in meno di 12 mesi compissi un balzo tale da portarmi a ridere di tutto quello che mi succede, ad amare la vita, le sue sfide, la malattia, la sedia a rotelle che mi ha umiliata e rimessa al mio posto, mostrandomi come tutto quello che abbiamo e che continuiamo stupidamente a dare per scontato sia invece meraviglioso.

Adesso nel cuore ho la voglia di lottare e di riuscire ad aiutare le persone a credere in loro stesse, perchè non sprechino anni come ho fatto io per capire che la forza viene da dentro, da quella luce interiore che tutti abbiamo e che troppo spesso lasciamo spenta.

Ah, e oggi, ora ve lo posso dire, mi sono finalmente fatta la doccia!! Lampo mi ha annusata a lungo: senza quell’odorino di sherpa misto a yak non mi riconosceva più 🙂

 

 

 

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5 thoughts on “Alzati e cammina.

  1. carissima Lazzara, non che io avessi dubbi ma la tua forza è uno tsunami che travolge tutto e tutti ed ero certa che la sedia a rotelle sarebbe andata affan….rsi friggere!
    Comunque mi stavo proprio chiedendo da dove provenisse questo profumino, ora so che sei tu 😉

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  2. ” Per ridimensionare i problemi che a volte ci appaiono insormontabili mentre a guardarli bene si rivelano solo una montagna di cazzate.”

    “mostrandomi come tutto quello che abbiamo e che continuiamo stupidamente a dare per scontato sia invece meraviglioso.”

    “Adesso nel cuore ho la voglia di lottare e di riuscire ad aiutare le persone a credere in loro stesse, perchè non sprechino anni come ho fatto io per capire che la forza viene da dentro, da quella luce interiore che tutti abbiamo e che troppo spesso lasciamo spenta.”

    Sei Meravigliosa! Se le persone leggessero solo queste tue parole, capirebbero tutta l’essenza della vita.
    Sono contenta e felice per “alzati e cammina”. Un abbraccio 🙂

    Liked by 1 persona

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