artrite reumatoide · GRATITUDINE

Tutto intorno a me. Come la Vodafone ma peggio.

Casa dei miei è nuova e intonsa e tutta bianca.

Le lenzuola sembrano dipinte tanto sono perfette, i vasi di fiori sempre freschi fanno pensare che ci sia un giardiniere nascosto in qualche armadio.

L’adolescente si muove e mia madre dietro come l’ispettore Gadget con spruzzini pieni di sostanze magiche smacchianti pulenti lucidanti sgrassanti , tovaglioli, raccogli briciole, sistema cuscini e chissà cos’altro.

Ci manca solo che Lampo abbia le pattìne per camminare.

Le tende di lino sembrano sistemate con la bolla dei carpentieri, e così gli asciugamani nei bagni: in tinta col colore delle piastrelle (anche le saponette sono in tinta! Mi fa andare fuori di testa ma la adoro).

Il tavolo di legno che fu della nonna sembra un giardino zen: tutto ha il suo posto. Libri ordinati per grandezza, il suo tablet nella custodia azzurra, il suo portapenne perfetto, il vaso con le gardenie. Dal mio a casa – che cade PERENNEMENTE perchè si trova inutilmente sul mobile dove appoggio la borsa e i manici mi vanno sempre a finire sopra qualche matita che sporge, trascinando tutto per terra – fuoriesce di tutto. Tranne le penne. Quando sei al telefono e te ne serve una urgentemente devi scrivere col sangue.

Casa dei miei è nuova e intonsa e tutta bianca. PRIMA.

 

Adesso che ci siamo noi sembra un bivacco.

Rotoli di caricabatteria arrotolati tra loro che se facessimo un mercatino diventeremmo miliardari sparsi ovunque, cibo del cane, libri (inutilizzati, qualcuno li vuole?) delle vacanze dell’adolescente che giacciono spiaggiati su ogni superficie libera, telefonini, i pad, computer, sigarette, vestiti.

E poi ci sono loro. Le mie medicine. Sono ovunque. Mi seguono. Io cerco di depistarle, mi muovo a zig zag sulla mia bat mobile a rotelle ma loro sono più veloci. Non c’è niente da fare.

In cucina ci sono il succo fermentato di papaia, i fermenti, la tachipirina e l’eutirox. In bagno c’è l’eparina maledetta, responsabile di un’orrenda pancia a pois verdi che dovrò spararmi ancora per un bel pò. Ma la stanza che più di tutte riflette la mia condizione di super sfigata dell’anno è la camera da letto. Prima stanza della televisione ora rifugio per cani randagi, barboni e adolescenti ribelli.

Il ginocchio va bene, va alla grande direi: mi hanno cambiato la medicazione ieri e non c’erano sangue nè altre orrende cose fuoriuscite dal mio corpicino, si sta persino sgonfiando. E quindi? Di che ti lamenti?

Poteva andare tutto così? Voglio dire, poteva essere che tutto scorresse liscio come l’olio? Problema –> operazione –> sollievo –> fine.

Si vabbè, in un’altra vita forse.

Da lunedì – e cioè da quando ho smesso gli anti dolorifici post operazione – è spuntato chissà come un crampo (?) al polpaccio della gamba operata che fa male anche solo a sfiorarla. Sulle prime credevo di aver esagerato con i movimenti del piede che mi aveva suggerito la fisioterapista, ma un dolore così atroce e violento e durevole per delle lievi flessioni mi pare francamente esagerato. Oggi presa dallo sconforto ho chiamato la mia reuma che mi ha detto di fare impacchi con artrosilene e miotens e poi sigillare il tutto con del domopak.

Adesso sembro un brasato di pollo pronto da infornare.

Mancava giusto il domopak in camera da letto.

Ma, voglio dire, potrebbe andare peggio no? 😉

 

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9 thoughts on “Tutto intorno a me. Come la Vodafone ma peggio.

  1. Le saponette in tinta ossignur le voglio anche io!
    Diamine ti manca da provare solo il ganoderma (forse o forse è già tra i tuoi ce l’ho, manca?) e poi hai una esperienza a 890° gradi tra medici medicamenti e medicine 😉
    Mi piace la leggerezza che hai anche solo chiamando “l’adolescente” perché in realtà con le tue parole trasmetti in toto le difficoltà, le ansie, paure che insieme ai successi e ai sorrisi, seppur rari, creano una convivenza equilibrata al punto che uno deve proprio andare a cercare col lanternino il fatto che è in un blog “reumatico”…
    Stupisci sempre con effetti speciali tu 🎆🎉🎆

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