artrite reumatoide · GRATITUDINE

Grazie Sara. Grazie Vera. Prima lezione di fisioterapia.

Prima lezione di fisioterapia all’Istituto Soncin.

Entro un pò incuriosita e senza grandi speranze.

Cosa mai potranno fare? Come potranno farmi stare meglio?

La mia tipica arroganza. O forse la paura di avere speranze vane.

La fisioterapista che mi seguirà non c’è oggi, al suo posto ce n’è un’altra. Mi piace, è dolce. Mi ascolta e mi guarda quando parla. E’ piena di ricci e quelle con i ricci mi stanno simpatiche a pelle, sarà perchè li ho anche io, mi ci ritrovo.

Inizia con un massaggio alle mani che avevo nettamente sottovalutato. Mi si aprono le porte del paradiso. Le mie mani solitamente non le può toccare nessuno. Sono gelosissima delle mie mani perchè nessuno sa come farlo. Nessuno le conosce come me e nessuno sa quanto delicatamente debbano essere sfiorate.

Eppure di lei mi fido. Mi guarda con quegli occhi dolci e mi sorride e io gliele allungo senza paura.

E con la sua pazienza, la sua esperienza e la sua dolcezza massaggia queste povere manine, per la prima volta, da quando è iniziato tutto.

E non ci crede che sia davvero la prima volta che faccio fisioterapia, e non riesce a credere nemmeno che sia solo grazie alla sorella fisiatra di una cara amica, non crede che i miei reumatologi non l’abbiano mai prescritta. Non ne abbiano mai parlato.

Continuo a ripeterle che è così. Che l’ho scoperto grazie all’interessamento di Sara, e lei continua a chiedere: “ma davvero non hai mai fatto niente prima?“.

Mentre inizia a lavorare sulle braccia, comincio a rendermi conto del danno potenziale e reale che la stupidità (o cos’altro? Non mi viene in mente un motivo diverso) dei medici stava per provocare, e in parte ha provocato. E la faccenda grave è che in tutti questi anni di malattia non ho avuto UN reumatologo, ma ne avrò conosciuti almeno una quindicina! E NESSUNO di loro, mai nemmeno per sbaglio, nemmeno per errore, nemmeno di sfuggita,  ha mai parlato di fisiatra o fisioterapia.

Per questa, come per tante altre cose, doveva arrivare Sara nella mia vita. Se non ci fosse stata lei, se non ci fosse stata sua sorella, avrei perso l’uso delle mani e delle braccia. Per sempre. Non sono stati i medici a salvarmi. E’ stata la sorella della mia migliore amica.

Questo mi riempie il cuore, da un lato. Ma dall’altro mi lascia sgomenta. Incredula.

Come è possibile che la dottoressa – quando sono stata l’ultima volta e le ho espresso le mie paure riguardo alle braccia che ormai erano piegate a 45 gradi – mi abbia detto che ormai erano calcificate e che non si sarebbero mai più raddrizzate? Come ha potuto farlo senza un’ecografia, una risonanza, senza mandarmi da una fisiatra?

Se non avessi avuto Sara? Se non fossi stata così fortunata da conoscerla? Se lei non avesse parlato con sua sorella? Avrei perso mani e braccia, e chissà cos’altro andando avanti.

E non perchè l’osso si era calcificato! NO! PER L’IMMENSA IGNORANZA E STUPIDITA’ DI QUALCUNO che non si è accorto o non sapeva che bastava toccare leggermente il gomito e cercare di raddrizzarlo per capire che era solo una questione di muscolatura e nervi, e non di ossa.

Fatico a crederci io stessa.

E mentre la mia fisioterapista massaggia il braccio destro, quello più compromesso, cercando di ammorbidirlo e mostrandomi come – tirando piano piano – io riesca ancora ad estenderlo, le prima lacrime di commozione, paura sollievo, rabbia, tristezza, stanchezza e gioia iniziano a scendere calde sulle mie guance e lei è lì, con i suoi ricci e mi sorride e parlando a  bassa voce mi racconta di quello che faremo insieme e di come torneranno dritte come un tempo. E io la ascolto, la adoro e piango.

Quando finisce la lezione non ho più fiato. I movimenti che ho fatto sono stati impercettibile eppure mi hanno sfiancata, cercare di sbloccare nervi e muscoli atrofizzati da due anni non è per niente facile e mi sento distrutta. Ma sono felice: ho un nuovo obiettivo. Lavorare duramente e tornare in forma! Dopotutto ci sono un sacco di Asana

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che richiedono le mie braccina belle forti e non ho intenzione di rinunciare!!!

Le mani PRIMA e DOPO la PRIMA lezione di fisioterapia. Sbloccando i muscoli e i nervi dell’avambraccio anche le dite hanno potuto richiudersi.

Dopo due anni posso stringere il pugno. Se dovessi prendere a pugni qualcuno, per dire, potrei farlo.

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Ancora un pò piegato, ma non più a 45 gradi!

L’avventura continua … 🙂

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9 thoughts on “Grazie Sara. Grazie Vera. Prima lezione di fisioterapia.

  1. Coraggio, sei sulla strada giusta e mi sembri più che sufficientemente combattiva per ottenere i migliori risultati!!
    Non commento sulla condotta si certe persone che per deontologia dovrebbero essere un cardine della vita delle persone, voglio fingere di essere una signorina educata e a modo che usa solo buone parole, quelle brutte sappi che le sto pensando ( tutte insieme…) in questo istante….

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    1. Grazie tesoro….in questi anni ho visto tante cose che non funzionavano in reumatologia ma forse grave come questa mai….potevo perdere l’uso delle braccia.. se trovo una foto di prima te la faccio vedere..erano a 45 gradi…. 😦

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      1. Terribile, non oso immaginare chi non ha avuto la fortuna di poter contare su un consiglio diverso…..sono sempre più esterrefatta dalla leggerezza con cui vengono gestite malattie e problemi medici, anziché cure si cercano troppo spesso placebi che “non infastidiscano troppo” chi se ne dovrebbe occupare con serietà, professionalità, impegno e fatica…….

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  2. Ci ho scritto un libro 🙂 si chiama I giorni di vetro… è il diario di 10 anni di malattia e incontri con medici e altri specialisti, scritto con ironia e sarcasmo con l’intento di essere d’aiuto… facciamoci coraggio a vicenda 🙂

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