artrite reumatoide · condivisione · Senza categoria

Cymbalta. Prendilo, è leggero. Dicono.

Quando un giorno la mia dolce piccola reuma mi propose un leggerissimo antidepressivo per sopportare l’effetto collaterale del metotrexate, e cioè – contemporaneamente- la voglia di morire, di ammazzare qualcuno e di piangere tutto il giorno, mi dissi: ‘perchè no?‘.

E’ leggerissimo, mi disse.

E’ vero, confermò la mia neurologa, è ottimo.

Venivo da 12 anni di mammasingletudine, da 1 anno  e mezzo di scuole medie, da 6 mesi di pre adolescenza, mi faceva comodo tirare un pò il fiato.

Mi immaginavo una sorta di epidurale emotiva, avete presente mamme? Quando le contrazioni sono una ogni dieci secondi ma finalmente ti sei sparata l’oblio nella spina dorsale e puoi concederti un’ora di sonno dopo tredici ore di travaglio? Ecco. Volevo una cosa tipo quella.

Tirare il fiato qualche tempo, giusto per ricaricarmi, e poi smettere. Perché io odio i farmaci e non posso credere di non essere in grado di farcela da sola. Effettivamente stavo chiedendo tanto al mio corpo e alla mente, una pausa – pensavo – non mi avrebbe fatto che bene.

Devo ammettere che durante il mese in cui l’ho preso le cose sono andate benissimo: in casa non volava una mosca, in ufficio avevo sempre il sorriso stampato sul viso, nulla mi toccava e nulla mi infastidiva. Persino i dolori si erano attenuati. Per fortuna avevo cominciato ad ingrassare e notavo la fame come una presenza costante e fastidiosa durante le giornate, così mi sono messa a cercare notizie sul farmaco on line.

Questa credo sia stata la mia salvezza.

Ovunque in rete ho trovato post angoscianti di persone che erano alle prese con la sospensione di Cymbalta. Gente che l’aveva preso per anni e che adesso non poteva farne a meno. Persone che raccontavano di ricoveri in pronto soccorso, di diarrea inarrestabile, attacchi di panico, vertigini, vomito, ecc. La cosa sconvolgente era che i siti da cui provenivano le informazioni non erano solo italiani, ma mondiali, e le indicazioni che venivano date per smettere il farmaco in sicurezza erano di seguire un protocollo rigido e approvato di almeno due anni!

In quell’esatto momento ho capito che ero sull’orlo del baratro. Senza nemmeno chiamare la mia neurologa ho smesso di prenderlo quella sera stessa, credendo che avendo fatto un mese solamente non sarebbe successo nulla.

E qui è iniziato il mio calvario. Il giorno dopo sono stata assalita da vertigini mai provate prima tanto che non ho osato prendere l’auto per andare al lavoro. Poco dopo sono arrivate diarrea e nausea, insieme, con una violenza tale da farmi pensare più ad un’influenza intestinale che ai sintomi da sospensione del farmaco. Mi sono decisa ad informare la neurologa – che mi aveva seguita insieme al reumatologo – e le ho raccontato di quello che avevo letto.

Ora sto seguendo un protocollo esattamente uguale a quelli trovati in rete. Sono due mesi che sto provando a smetterlo e se solo dimentico di prenderlo la giornata in cui va preso, devo restare ferma a letto a cercare di tenere ferma la testa, a sopportare le vertigini, la nausea e il tremendo senso di oppressione e tristezza che mi assale.

Mi sembrava giusto e doveroso raccontare la mia esperienza perchè la prossima volta che qualcuno vi suggerisce un antidepressivino leggero, voi possiate non essere leggeri nel decidere di prenderlo, come sono stata io.

In bocca al lupo a me spero di farcela presto 🙂

Per chi fosse interessato lascio qualche link dove poter trovare informazioni e testimonianze di persone che hanno provato le stesse cose che vi ho descritto. In inglese e in italiano, purtroppo le esperienze sono le stesse.

A presto!

 

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5 thoughts on “Cymbalta. Prendilo, è leggero. Dicono.

  1. Io soffro di attacchi di panico, visto che nessuno psicologo è “passabile dall’asl” ( che ci vuoi fare, così ci vorrebbe tempo, analisi, conclusioni….) il mio medico mi ha detto “prova con questo è TOLLERABILISSIMO”…..
    Non sono mai stata male come in quei 3 mesi, fortunatamente ho gestito con tranquillita il periodo di stop totale perché purtroppo non ho un lavoro fisso dunque potevo soffrire senza dare spiegazioni.
    Trovo assurdo che farmaci del genere circolino con questa normalità ma d’altro canto è anche vero che con una confezione il ” paziente” te lo tieni lontano un mese senza neanche preoccuparti di come sta, sedute di psicoterapia significherebbero un impegno ben maggiore ed evidentemente manca il tempo……o la voglia…… Non saprei….

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    1. hai detto proprio bene cara. Ci vogliono malaticci, fuori dai coglioni ma non troppo. Ecco il senso del mio blog. Voglio poter aiutare qualcuno che ancora non sa….voglio poter dare una mano. Vorrei essere una voce fuori dal coro. Affinchè certe cazzate non rovinino altre vite. Poi ci sono farmaci utilissimi eh, non sono una fondamentalista, però…un pò di buonsenso, un pò di sinergia tra gli specialisti….un pò d’attenzione all’essere umano….ma cara viviamo in un mondo orientato al profitto…temo che queste siano utopie…

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      1. Voglio credere nella consapevolezza, in fin dei conti il libero arbitrio può salvare il mondo è francamente mi piace pensare che diffondere (seppur in piccola parte) la libertà di pensiero e i rischi connessi all’essere solo pecore possa aiutare….
        In fin dei conti, l’Oceano è un insieme di milioni di gocce, nessuna è inutile 😉

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  2. che botta leggere questo tuo post. fa riflettere sui farmaci, sulla facilità con sui i medici li prescrivono e sulla facilità con cui vengono messi in commercio (senza poi valutare le controindicazioni e/o assuefazioni). che paura.

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  3. Tesoro non puoi capire il calvario. Sono quasi tre mesi che cerco di eliminarlo. Adesso la neurologa mi ha detto di fare 15 gg aprendo la capsula e togliendo metà dei pallini. Ti rendi conto? Per un mese solo che l’ho preso. Sono disperata…..

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