artrite reumatoide · condivisione · positività · RIFLESSIONI

Volersi bene.

Prima mi vergognavo.

Un pò di tempo fa – prima di iniziare la terapia con la mia psyco, mirata a sviscerare questa malattia nel suo profondo –  tutto quello che ruotava attorno all’artrite reumatoide era fonte di vergogna e dolore.

Non è stato facile lavorare su qualcosa che per più di 10 anni avevo deliberatamente scelto di cancellare dalla mia mente e dalla mia vita.

Per anni mi sono comportata come se non ci fosse. Come se non ce l’avessi. Come se fosse una finzione. Come se non fossi io.

Come se si trattasse solo di aspettare un pò e se ne sarebbe andata, di sicuro se ne sarebbe andata, così com’era venuta.

Semplicemente posponevo la vita e la gioia a quando – un giorno – sarei tornata quella che ero.

Finchè tra lacrime e rabbia e disgusto non ho capito che così non poteva andare. Che quella ero sempre io. Che questa era l’unica vita che avevo e mi conveniva imparare a viverla, nonostante tutto.

Che forse qualcosa di buono potevo ancora trovarlo nelle mie giornate, che forse potevo ridere lo stesso, accettare un invito, fare un giro in centro, prendere un aperitivo, comprare un rossetto, andare dalla parrucchiera, lo stesso. Anche se ero malata.

Ero sempre io. E quella me aveva bisogno di essere amata per quella che era.

Non odiata, non ignorata in attesa che tornasse quella giusta. Quella giusta era lì, davanti a me. Ero sempre io.

Per anni non ho acquistato vestiti (“tanto zoppico, che schifo, che senso ha?“), trucchi (“che mi trucco a fare? Faccio schifo“), non sono andata dalla parrucchiera per lo stesso motivo, non ho comprato costumi, magliettine, scarpe; facevo la voglia di un paio di tennis nuove ma “non posso più correre, che senso ha? Sarei solo una sfigata“, mi dicevo, ferendomi inconsapevolmente sempre di più.

Dopo la terapia per fortuna tutto questo è finito. Non è che occorra fare shopping compulsivo per sentirsi meglio: erano solo alcuni esempi per spiegare quanto male mi sentissi in un corpo che per me non era il mio (che non volevo fosse mio!) e quanto poco ci tenessi a me in quel periodo. Un periodo durato svariati anni.

Oggi la nuova me riceve un trattamento completamente opposto.

Coccole a non finire, regalini, sorprese, viaggi, uscite, vestiti nuovi, un nuovo taglio di capelli e tante risate! Ho persino rispolverato i colpi di sole, che avevo smesso di fare quando avevo deciso che un colore tendente al grigio topo meglio si addiceva al lutto che volevo ostinatamente portare.

Ora non dico che sono ‘fiera’ di me perchè non è che ci sia da stare allegri, non è fierezza, è qualcosa per cui non so se esiste una parola adatta: è amarmi esattamente come sono. E amarmi tanto!

Mi adoro per quello che faccio e per come lotto.

Ho un paio di New Balance fucsia bellissime e sono incredibilmente felice di indossarle anche se non faccio jogging.

Vado dalla mia adorata parrucchiera due sabati al mese, ho comprato orecchini nuovi,  mascara e ombretti colorati, collanine buffe; ho fatto crescere le unghie e mi diverto a mettere colori assurdi ogni settimana; faccio colazione al bar quando ne ho voglia e vado a farmi coccolare dai miei genitori quando sono troppo stanca per pensare alla cena.

Non sarà per un braccio storto, una caviglia gonfia o una mano non perfetta che non ho diritto di trattarmi bene. Che devo punirmi. Anzi, sono tutti motivi in più per volermi bene!

Per ogni umore terrificante che riesco a trasformare in allegria,

per ogni sorriso che riesco a strappare ad un amico anche quando sto in piedi a malapena,

per ogni volta che un’amica mi cerca nonostante sia rabbiosa per il dolore, ecco allora mi sento un pò un super eroe.

Sono quelle le giornate che mi fanno sentire viva per un motivo!

Per essere d’ispirazione, per mostrare che la vita è uno spettacolo anche se la si deve vivere nel dolore costante. Anche se qualcosa è cambiato.

Per raccontare che vivere bene si può, nonostante la fatica, il dolore, la paura.

Per raccontare che si possono avere tanti amici e si può ridere ancora.

Perché possa aiutare qualcuno a non fare quello che ho fatto io, perchè tutte le giornate perse ad aspettare qualcosa che non sarebbe arrivato non torneranno mai.

La vita è adesso! 🙂

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4 thoughts on “Volersi bene.

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