amore · RIFLESSIONI

Dignità.

“Mi scusi me ne dà un paio d’etti per favore? Facciamo tre.”

“Ne ho messi 4 è troppo?”

“No no, lasci, li prendo tutti. Non si sa mai. Magari se ne avanza un pò la metto via in freezer, nei sacchetti gelo. Per quando resto senza.”

Un pò di dignità, al bisogno. A stomaco pieno si assorbe meglio, ancora più efficace se mandata giù in compagnia di un’amica davanti ad un bicchiere di vino.

dignità
di·gni·tà/
sostantivo femminile
Rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di sé stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati.
“tutelare la propria d.”
  •  Primo problema: essere consci del proprio valore. Per farsi trattare bene occorre trattarsi bene.

Darsi credito.

Ascoltarsi bene in totale onestà e quando lo si è fatto agire di conseguenza. Non ha alcun senso capire cosa è buono per noi e poi fare l’esatto contrario.

  • Secondo problema: tradurre in comportamento adeguato.

Idem come sopra. Ascoltarsi, essere sinceri con se stessi e poi agire. O non agire. Più spesso la seconda che ho detto.

A volte non ci si rende nemmeno conto di essere intrappolati in un copione che non ci appartiene più. Lo recitiamo perchè siamo abituati, perchè conosciamo le battute a memoria, perchè in un certo qual modo ci fa sentire protetti e al sicuro. Sappiamo come andrà a finire, e anche se non ci fa bene, siamo certi che per lo meno non avremo sorprese.

E’ una sofferenza ciclica, che continuiamo imperterriti a reiterare solo perchè l’ignoto – con ogni probabilità migliore – ci spaventa.

Se ci pensiamo bene è allucinante.

Abbiamo la capacità di scegliere di stare meglio e preferiamo restare al sicuro nel dolore piuttosto che abbandonare quella che è diventata la nostra comfort zone.

Dobbiamo trovare il coraggio di cambiare le situazioni che non ci fanno bene.

Dobbiamo trovare la forza di metterci al primo posto ogni tanto, di pensare a come proteggerci. Quando sentiamo di non aver dato asilo ad una sensazione, ad una delle nostre vocine interiori, significa che ci siamo traditi. Che pur essendoci ascoltati abbiamo deciso di non darci credito.

La dignità purtroppo non la vende il fornaio: dobbiamo costruircela noi, con fatica a volte, facendo azioni che non avremmo voluto, prendendo decisioni che fanno male e ci costano fatica. Ma alla lunga quando guarderemo indietro saremo fieri di noi ed orgogliosi, perchè ci saremo protetti. Nessun’altro può farlo. Solo noi.

Se abbiamo il potere di modificare una situazione a nostro favore per smettere di soffrire o per darci valore e non lo facciamo, ma anzi lasciamo le cose come stanno pur di non cambiare quel momento che conosciamo così bene, pur di non soffrire di più, di non perdere qualcosa che ci sembra importante, conosciuto, sicuro… beh, abbiamo fallito.

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