amore · pazienza

Le Pendu.

Stare lì.

Qui.

Fermi.

Ovunque, ma comunque immobili ad ascoltare.

Quando avresti dentro la carica esoplosiva di un vulcano che la caldera di Yellowstone in confronto è un bollitore per tisane.

Chi di voi sa come si fa? Io nemmeno una vaga idea.

Eppure ci sono delle situazioni che non si possono forzare perchè semplicemente non c’è nulla da fare se non stare in ascolto.

Mi sento il XII dei Tarocchi di Marsiglia: l’Appeso. Con le mani dietro la schiena, l’orecchio in ascolto, fermo immobile a sondare l’insondabile.

Un bell’esercizio per me.

 

Non è il momento di prendere decisioni, sopratutto quelle affrettate, il nostro punto di vista sulla nostra situazione deve maturare.

Un’amica mi ha chiesto: “perchè non hai fatto domande? Perchè non hai fugato i tuoi dubbi?“. Non lo so, perchè sono cambiata.

Temo i suoi cambiamenti ma anche io sono cambiata tanto. Non mi permetto di valorizzare i miei nuovi tempi, le mie modalità,  perchè tutta presa dal notare le sue.

Ma così non va bene, non va bene per niente.

Ci vuole tempo. Io che odio stare immobile, che odio non capire, che devo sempre definire, etichettare, catalogare, come se questo poi servisse a stare meglio…

Esercizi di stile. Esercizi di immobilità.

Sperando di non mandare tutto  a puttane. Un’altra volta.

appeso

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