artrite reumatoide · autoimmunità · dolore cronico

15 regoline per sopravvivere all’A.R.

Ciao a tutti,

oggi vi voglio lasciare una pagina tratta dal mio libro I giorni di vetro (vi spiegherò presto il senso che ha avuto per me scriverlo e donarlo al mondo) …

Un giorno mi sono fermata a pensare a cosa era davvero importante per me. A cosa mi faceva stare bene, a cosa potevo ricorrere o aggrapparmi nei momenti più duri della malattia.

Non necessariamente i più dolorosi dal punto di vista fisico, penso ai momenti duri mentalmente… forse sono stati e sono ancora oggi quelli che mi fanno più paura. Perché fino a che la mente è stabile, forte e tenace allora posso tutto.

E’ quando sento la stanchezza arrivarmi addosso come un’ondata di marea che devo fermarmi. Che capisco che non ci sono più energie residue, che ho finito i cucchiaini. E quando finiscono loro beh…è meglio che inizi a rimboccarmi le maniche e vada a tirare fuori i libri di meditazione…

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Imparare a non fare paragoni….
  1. Prendersi cura di sé. Che significa seguire quello che ci fa stare bene. Ascoltarsi, avere il coraggio di farlo veramente senza vergogna, senza rimorsi, senza limiti. Cercare tra le molte cose che si possono fare quelle che ci faranno stare meglio. Ce ne sono tante, basta cambiare punti di vista.
  2. Circondarsi di persone che fanno stare bene. Non sono necessariamente quelle che ci danno sempre ragione. Possono anche essere il nostro esatto opposto, ma quando se ne vanno a fine giornata dobbiamo sentire meno peso sul cuore, non di più. Circondarsi di persone e situazioni positive è un obbligo verso noi stessi. Abbiamo già la malattia, la fatica e il dolore da portarci dietro ogni giorno, le amicizie e le situazioni possiamo ancora sceglierle.
  3. Vicinissima alla regolina numero 2 c’è la numero tre che pare facile, ma almeno per me troncare certi rapporti non lo è mai stato. Vorrei imparare a coltivare le amicizie giuste. Avere il coraggio di allontanare chi non mi fa stare bene.
  4. Chiedersi sempre: “mi fa bene questa cosa?”. L’ho imparato dalla mia amata psyco e non lo dimenticherò mai. Non puoi più mentirti se rispondi con sincerità a questa domanda.
  5. Non avere paura. Facile no? Cercare di non averne, allora. Non abbiamo alternative. Il presente è l’unico tempo che ci è concesso e qui non ci sono paure, c’è l’attimo da vivere con quello che si sta facendo. Respirando, per esempio. Se si hanno troppe paure diluirle parlandone con qualcuno. Un maestro spirituale, il prete, l’amica del cuore, la mamma se è disponibile.
  6. Cercare sempre di fare cose che facciano bene all’anima. Yoga, meditazione, letture sullo zen, libri di auto guarigione, sui vampiri se aiutano, perché no? Giardinaggio, uncinetto, nuoto, passeggiate se si può, che fa tanto bene alla mente. Qualunque cosa si riesca a fare che procuri gioia.
  7. Seguire le passioni. Ci sono periodi in cui si è pronti per fare e altri in cui bisogna lasciar decidere al corpo. Concedersi di essere quello che si è, è fondamentale.
  8. Non incolparsi. Non è una punizione. Non è colpa nostra non siamo stati noi a volerlo. E’ già abbastanza grave che il corpo si auto saboti senza che ci mettiamo anche noi a darci addosso. Quando viene l’attimo di rabbia verso se stessi cercare di respirare e trasformarlo in energia per qualcosa di positivo. Un nuovo hobby, una nuova lettura, un nuovo interesse. Una passeggiata. Meditazione.
  9. Fare buone letture. Un libro può essere una compagnia eccezionale. Si può imparare tantissimo.
  10. Imparare a contare su se stessi. Rendersi meno piagnucolosi non farà male. Non c’è sempre la spalla su cui piangere e non si può sempre affondare la testa tra le mani di qualcuno. A volte non c’è nessuno. A volte qualcuno c’è ma non puoi chiederglielo perché sta combattendo le sue di battaglie.
  11. Sorridere allo specchio. Quella che vedi sei tu e quella tu ha bisogno di te.
  12. Scoprire chi si è. Non smettere mai di cercare dentro di sé.
  13. Quello che va bene oggi può non andar bene domani. L’accettazione, questa sconosciuta!
  14. Essere in grado di chiedere aiuto.
  15. Ridere. Ridere. Ridere. Ridere. È la medicina più potente che abbia mai provato.
  16. Questa sul libro non c’è ma la aggiungo adesso: credere nella magia!

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