figli · mamma single · maternità

Elogio della solitudine.

Ciao 🙂

Avete mai voglia di prendere qualche ora, una giornata, un fine settimana tutto per voi?

Lo fate mai? Vi concedete un pò di relax …  una piccola pausa dai figli per poter ritornare a loro più rilassate,  più energiche, risolute, serene, senza stress, disintossicate?

Il senso di colpa mi ha accompagnata per anni e non sempre sono riuscita  a godere delle ore di libertà rubacchiate qua e là (spesso si trattava più che altro di fare la spesa da sola, o di avere mezz’ora per sistemare le unghie, i capelli….). Mia madre mi rimproverava dicendo che tanto valeva portarmelo dietro se dovevo passare tutto il tempo a frignare perché mi sentivo una madre malvagia! E aveva ragione.

Ho passato interi week end da sola a pensare a quanto si sarebbe divertito se fosse stato con me, a pensare a quanto stava soffrendo per poi chiamarlo e scoprire che era indaffaratissimo: stava rinvasando una piantina con mia mamma, stavano dipingendo, era fuori a passeggiare con mio padre, erano in FERRAMENTA (momento epico catartico che si gioca il pari merito con la mattina di Natale nella sua top ten di momenti magici!) ….Insomma tutto tranne che strapparsi i capelli per me. A volte non veniva neanche al telefono!

Piano piano e non senza sofferenza (inutile) mi sono resa conto che ogni tanto stare da sole fa bene.

Fa proprio bene! E fa bene anche a loro.

Parlo per me soprattutto, perché io e Ale siamo sempre lui e io, io e lui che sembriamo la Mondaini e Vianello e a volte uno stacco ho scoperto che non solo era una cosa buona, ma era anche necessario. Non che io abbia imparato a eliminare del tutto il senso di colpa, ma per lo meno adesso riesco a gestirlo. Riesco ad ascoltarmi e a capire quando la stanchezza (convivere col dolore cronico non aiuta) sta arrivando a livello pericolo rosso ed è ora di staccare la spina per un pò.

I miei abitano lontano (non per molto ancora) quindi per la maggior parte del tempo ho dovuto cavarmela da sola, ma ho imparato che si possono creare delle vere e proprie alleanze tra mamme. Bisogna avere la fortuna di trovare un gruppo affiatato e solidale ma io di questo non posso proprio lamentarmi. Tutti e cinque gli anni delle elementari sono volati tra amiche che mi offrivano serate libere, pomeriggi, interi fine settimana dei quali –  ahimè – non ho quasi mai approfittato per il famoso senso di colpa di cui parlavo prima…accidenti!

Col tempo ho scoperto che se riuscivo a liberarmi delle pippe mentali e a stare qualche ora da sola, la maggior parte delle volte avevo bisogno di stare semplicemente in silenzio. Non fare cose pazze: uscire, aperitivi, amiche e amici a casa fino a notte fonda come se non ci fosse un domani. No. Volevo solo stare in silenzio.

Ci sono state anche feste fino alla mattina e serate di quelle che il giorno dopo devi chiamare l’amica e chiedere che cosa è successo dalle 2.00 in poi perché hai un buco di qualche ora …  un vago ricordo  di un bicchiere in mano e di aver detto: “Sì! Andiamo a ballare! Io vengo!“. E  dopo solo nebbia e tanto mal di testa. Ma sono stati casi isolati.

La maggior parte delle volte ciò di cui ho davvero bisogno è fare cose banali. Mangiare sul divano. Bere a collo. Fare la doccia e buttare l’accappatoio bagnato sul letto. Fare la lavatrice e dimenticare di stendere. Mangiare avanzi direttamente dalla pentola. Guardare Il Trono di Spade tutto in una notte fumando e bevendo birra. Andare a letto tardi senza occuparsi di mettere a letto qualcun’altro. Non controllare cartelle, astucci, diari, gruppi di mamme di whatsapp, borsoni della palestra con dentro vestiti bagnati sudati unti e puzzolenti dimenticati lì da chissà quando. Non preparare cene. Non fare la spesa. Non avere orari. Non dover dare orari. Non inventarsi punizioni. Non dover far rispettare punizioni. Stare al telefono tutto il tempo che mi pare. Tornare donna. Bambina. Fata, Folletto. Hobbit. TUTTO MA NON MAMMA. Solo per una sera. O due. Al massimo tre.

Che poi essere mamma è la cosa più meravigliosa che esista e non la cambierei per niente al mondo ma ogni tanto devo tirare il fiato!

E poi ci sono quelle mamme con sei figli che si chiamano GiangiacomoMattiaMarco, GiandomenicoVittorioLuca, CarloMariaAntonioAngelico, SofiaGiuliaBenedettaEmma, RacheleVittoriaMaddalenaCaterina, AlviseMariaGiangiovanni, che hanno sei età diverse e che frequentano sei scuole diverse (come faranno ad essere contemporaneamente fuori da sei scuole, ed esserci in orario resta un mistero … io a volte arrivo tardi a prendere il mio!). Che hanno macchine ordinatissime, spesa sempre pronta, un gatto un cane e una tartaruga, mariti che lavorano fino alle 22.00 compresi i fine settimana e non si capisce come facciano a fare tutto da sole, hanno case che sospetti che l’amante sia Mastro Lindo perché non è normale che brillino così vivendoci dentro in 7 (più cane gatto e tartaruga), che ti dicono: “no gioia,  non sono stanca. E’ normale, sai….sono sei….ma dopo un pò ti abitui“.

TI ABITUI??? E tu pensi che hai le occhiaie, i tic nervosi, il frigo vuoto e hai impostato il conto alla rovescia sul cellulare per quando tua madre arriverà a prenderselo dopodomani. E sprofondi. Di nuovo. Nel senso di colpa.

Ho imparato che non siamo tutti uguali e che la madre perfetta non esiste. Ho imparato che potrò rincorrere questo mito per sempre.Sbagliando, sentendomi frustrata, facendo paragoni che non portano a niente.

Oppure potrò permettermi di essere quella che sono (con il mio amore smisurato, eccessivo, fagocitante per questo figlio che per me è stato non solo figlio, ma fidanzato, migliore amico, compagno di merende, di passeggiate, di serate davanti alla tv, di litigate furibonde e abbracci stritolanti) e di accettare il fatto che amarlo non significa necessariamente cancellare me stessa. Che non è colpa mia se siamo ‘solo’ in due e che non per questo la mia vita deve essere dedicata solamente a fare la mamma. Questa è una parte fondamentale di me, che adoro e che mi riempie il cuore di gioia. Ma non sono perfetta. Sono un’essere umano con tanti limiti, un pò di sfighe e ancora tante cose da fare e da scoprire su di me.

E allora benedetti siano i nonni!

E NOI SOLE!

In mutande, reggiseno, nude, in tanga, con il boa di piume di struzzo, con la tuta di flanella con i buchi e le calze di pile. Con le autoreggenti, la vestaglietta in seta, con i pantaloni da jogging, scalze. Come ci pare!

MA SOLE!

Con la musica a tutto volume: classica, pop, rock, jazz, new age.

Con la musica spenta e intorno silenzio.

MA SOLE!

Con la luce che entra dalle finestre spalancate in estate…con i suoi odori di lavanda  e rosmarino, o d’inverno con l’ odore pungente di pino, di pioggia ghiacciata e mandarino, di pepe e cannella… o di polpette, dal piano di sopra.

Al buio, solo con una candelina  accesa, con tante candeline accese.

MA SOLE!

A leggere, ore e ore quei romanzi che da mesi stavano abbandonati sul comodino a prendere polvere, che guardavamo ogni sera passandogli accanto prima di spegnere la luce e che ci chiedevamo quanti anni ancora sarebbero passati prima di riuscire a finirli.

SOLE!

A depilarsi, a farsi un massaggio ai piedi, a provare l’ultima ricetta letta sul blog preferito di cucina, o quei nuovi punti all’uncinetto, a colorarsi i capelli, a farsi una maschera, a ruttare mangiando patatine e bere birra sul divano guardando sky.

A letto sdraiate, a guardare il soffitto e sognare, sistemare pensieri, organizzare la vita, ridistribuire priorità.

L’avete mai fatto? Lo fareste?

Ci sarà sembrato difficile. Per me lo è stato.

Ci sarà sembrato di tradirli… a chi non è successo? A me mille volte, ma ho imparato che a volte il vero tradimento è non farlo.

Una volta al mese, ogni due, ogni sei, quanto possiamo non esiste una regola. L’unica regola è farci un regalo. Ogni tanto.

Fatemi sentire meno mostro dai 🙂

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