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I libri che hanno fatto la (nostra) storia. Parte 2

Ciao!!!

qualche giorno fa vi avevo parlato dei libri che hanno fatto la storia mia e di Ale.

Oggi voglio raccontarvi di un libro che ancora ogni tanto vado a sbirciare, soprattutto sotto Natale: L’allegro Natale degli animali di Richard Scarry, data di pubblicazione: 1972.

Io amo la magia e questo è forse il libro che ne possiede la quantità maggiore. Sarà perché è quello di quando ero bambina, sarà perché le pagine sono consumate, sporche di marmellata, con le ditate, i segni dei denti di Haki che più di una volta ha cercato di mangiarselo, le sottolineature mie che si incastrano e sovrappongono – vent’anni dopo – con quelle di mio figlio e questo mi fa venire la pelle d’oca…

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10, Il voto che diedi io a questa fiaba, circa 30 anni fa….

 

I personaggi sono così diversi rispetto a quelli moderni eppure così carichi di personalità e di vita e di storie di raccontare. Storie che sono state raccontate così tante volte che ormai parlano da sole…parlano d’amore, di cose semplici come l’odore dei biscotti al burro della nonna la mattina di Natale. Parlano di cose dimenticate, antiche, di emozioni genuine, di stupore, di corse nella neve, di amici, di brillantini, fiocchi, di desideri e di sogni di bambini.

La prima storia è L’albero che cantava:

Un cerbiattino tornò a casa saltellando attraverso il bosco pieno di neve. Gli scintillavano ancora gli occhi per le cose meravigliose che aveva visto. Si sentiva il cuore caldo come un fiocco di neve e caldo come sempre, quando era accanto alla sua mamma. ‘Oh, mamma!’ – gridò – ‘sono stato in città e ho guardato dentro la finestra di una casa. C’era un albero tutto luccicante con delle stelle impigliate tra i rami, rosse e verdi, azzurre e bianche. E c’erano appese delle palle lucide, che mandavano raggi colorati per tutta la casa.’ (…)  Mamma cerbiatta raspò nella neve. Come sarebbe piaciuto anche a lei un albero di Natale per il suo cerbiattino! Alla fine le venne un’idea.

‘Vieni dietro a me’ – disse la mamma-. Condusse il suo bambino nel folto del bosco e gli mostrò un alberello verde in una piccola radura. ‘Gli metteremo sui rami delle bacche e dei germogli teneri e delle radici saporite’. (…) Ma quando l’albero fu finito non era splendido e sfavillante come l’albero di città.

‘Non importa’ – disse la mamma – ‘aspetta fino a domattina, poi torneremo a guardarlo’.  (…) Il cerbiattino spalancò gli occhi e la bocca. Dal suo albero di Natale pendevano dei ghiaccioli che scintillavano al sole dell’aurora; sopra, c’erano sparsi dei fiocchi di neve che brillavano come diamanti. E su tutti i rami c’era un’infinità di uccelli che cantavano e mangiavano le bacche, le radici e i germogli. Il cerbiattino affondò il musetto nel collo della mamma. 

‘E’ bellissimo!’ – sussurrò – ‘Molto più bello dell’albero di città!’

Gli uccellini cantavano, mamma cerbiatta sorrise felice, ad uno ad uno gli altri animali vennero ad ammirare l’albero di Natale che cantava!”

Ogni volta che prendo in mano questo libro vengo riportata alla mia infanzia, ai miei Natali, al viaggio verso casa della nonna. All’albero che facevo con papà mentre la mamma stava in cucina a preparare quelle cose che si mangiavano solo a Natale, non come oggi che al supermercato trovi torrone e tortellini anche al 15 d’agosto e non fa più atmosfera.

E’ un libro che parla di emozioni e cose semplici. Un mondo in cui Babbo Natale porta slittini di legno decorati con la vernice d’oro, dove i bambini sognano di fare un giro in slitta la notte di Natale, sognano un cucciolo nuovo, un dolce di mele….. niente a che vedere con i sogni sognati oggi : telefoni ultimo modello, nientendo, wii, playstation , videogiochi per il computer….E’ un mondo veloce quello moderno, tecnologico, aggressivo, rumoroso, violento, frastornante…..

Richard Scarry ti prende per mano e ti porta indietro nel tempo ad atmosfere lente e profumi di cannella e di nonne imborotalcate che preparano torte. Ti porta dove un gatto con una collana di perle, un riccio con pantaloni e maglia blu, un leone con le bretelle che tiene per i piedi un muflone vestito alla tirolese, che a sua volta tiene in piedi su una mano un procione vestito da marinaio, decorano un albero tutti insieme.

E la cosa – VEDRETE – vi apparirà come la più sensata al mondo.

 

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