gioia · mamma · natale · positività

Perché a noi il Natale ci fa festa!

Come dice la mia amica Federica: IL NATALE FA FESTA!

E siamo già in ritardo con l’albero e gli addobbi, che invece avremmo dovuto fare il suo stesso ragionamento e portarlo su settimane fa. Ci siamo attardati credendo di avere tempo e invece il tempo passava e abbiamo rischiato di ricordarcene la sera prima. Finalmente ieri io e Ale ci siamo ritagliati un angolino di pace e serenità per farlo insieme.

Pare che stia parlando di un pino vero di due metri e mezzo invece è un alberello finto che raggiungerà sì e no i 50 cm, eppure – l’ho spiegato anche a lui e mi ha dato ragione – ci voleva tempo per prepararlo. Tempo di qualità.

Non volevo farlo di corsa alle 9 della sera dopo una giornata passata a salire e scendere dalla macchina, dopo la spesa, la scuola di musica, l’allenamento di hockey, la doccia e la cena che nel frattempo si bruciava in forno.

Volevo farlo perché lo volevo e non per dargliela vinta che sennò altrimenti mi frantumava i timpani. Volevo che fosse un momento di gioia passato bene insieme, che poi quando sono stanca lo so, divento isterica. Quindi ieri dopo il rientro da scuola siamo passati dal garage e abbiamo portato su tutto; abbiamo scoperto che le vetrofanie cinesi dell’anno scorso non tenevano più, ma lui le ha attaccate lo stesso con lo scotch nero da elettricista EVVIVA! I vetri ringraziano!

WP_20151128_002 (3) () (1)
Ale intento  a mettere le lucine…

Adoro il natale! Il natale con la sua atmosfera, con i suoi odori di cannella, chiodi di garofano, panettone, vanillina e candele profumate, il natale con l’odore del legno misto a quello degli aghi di pino di tutti i natali trascorsi a casa dei miei; adoro il natale per i ricordi meravigliosi che mi ha lasciato dell’arrivo a casa dei nonni: quando io e i miei cugini aspettando che gli adulti – come OGNI anno – discutessero sul fatto se i regali li avevamo sempre aperti prima o dopo il pranzo (PRIMA!), ci strafogavamo di pomodorini al forno che come li faceva la nonna Bruna non li farà mai più nessuno, ci godevamo la presenza del nonno Gastone perché durante l’anno era difficile vederlo fuori dalla sua officina, era impossibile stanarlo dal suo studio dove dipingeva, creava cose, costruiva mobili.

Adoro il natale per la sua magia spudorata e impertinente, per la possibilità di far accadere qualunque cosa come trovare i peli delle renne la mattina del 26 per terra in cucina, insieme ai gusci rotti di noci e alle bucce di mandarino, che Donner in particolare – ma tutte le renne di Babbo Natale in generale – non stanno mica tanto lì a fare pulizia quando hanno finito di mangiare. Entrare in cucina e guardare il tuo bambino che con gli occhioni spalancati non sa se ridere o avere un pò paura perché sapere di aver dormito a cinque metri da una mandria di renne non è proprio un’esperienza da tutti i giorni. La gioia nei suoi occhi in quei momenti è impagabile, dura solo un attimo, una mattina, un giorno all’anno e allora prende il sapore delle cose sacre come gli gnocchi di semolino che mia mamma fa solo il primo giorno dell’anno, mentre mio padre ascolta a tutto volume il concerto in televisione.

E le lettere che Babbo Natale lascia ogni anno sotto la tazza di latte vuota? Quanto è meravigliosamente magico il momento in cui – ancora entrambi in pigiama – ci mettiamo sul lettone a leggere cosa ci scritto? Di solito Babbo Natale ci racconta quello che ha fatto durante l’anno, cosa gli hanno chiesto i bambini di tutto il mondo e le fatiche fatte per accontentarli. Ha sempre qualche storia straordinaria che coinvolge le sue renne e gli gnomi che lo aiutano e che ci fa ridere a crepapelle e mi fa desiderare di poter congelare quell’attimo per sempre nel mio cuore. Ma anche nel suo. Affinché se lo possa portare dietro nella vita e custodirlo con la voglia di ripeterlo un giorno per i suoi figli, come la mia mamma ha fatto con me e io ho fatto con lui.

 

La magia è essenziale nella mia vita, non potrei vivere senza. I miei natali hanno avuto come colonna sonora i libri e i cartoni animati di Walt Disney. Qui, Quo, Qua che sulla slitta nella neve andavano verso casa di Nonna Papera per festeggiare insieme a tutta la famiglia compreso  lo zio Ciccio che non si vede quasi mai ma in quell’occasione non può certo mancare.

La mia non è stata un’adolescenza da Mulino Bianco, eppure non ricordo litigate né tensioni il giorno di natale, come se in qualche modo ne fosse immune e allora tutto sommato si potrebbe dire che non è che cambiasse molto se poi tutto il resto dell’anno invece si bisticciava o si alzava la voce, ma quel giorno restava salvo e nella mia testa, e nel mio cuore si è ancorato così, come un giorno perfetto.

download

 

E quello che voglio fare e che amo fare con mio figlio  è ricreare un pò di quella magia perchè anche io ho bisogno di tornare bambina. E mentre feste come il carnevale o addirittura Halloween- che non riesco proprio a capire né a fare mio – non mi dicono nulla, il natale muove dentro di me qualcosa che affonda le radici nella mia infanzia. Muove odori dimenticati, suoni di campanellini, ricordi legati ai sapori, a certi cibi che si mettono in tavola solo durante le feste , evoca immagini di una Paperopoli coperta di neve ed è lì che almeno per qualche settimana voglio tornare, almeno una volta all’anno.

download (1)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...